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I 400 colpi PDF Stampa E-mail
Scritto da Webmaster   
venerdì 22 febbraio 2008
les Quatre Cent coups (1959)Niente enfant terrible, nessun cult movie.

E' solo un'associazione mentale, questa con lo splendido film di Truffaut, cosi attuale e toccante dopo quasi cinquant'anni... cercando la locandina, mi sono reso conto che è un film del 1959: me lo ricordavo come più recente, invece è storia profonda.

Semplicemente oggi sono 400 i colpi bussati alla nostra porta dagli utenti registrati: ci stavo attento, volevo dedicare una riflessione a questo traguardo, un numero che, all'inizio, mi sarebbe piaciuto vedere, prima o poi, ma che ritenevo alquanto ottimistico, in una nicchia come questa; mica si parla di punto croce, qui (Luisa direbbe: per fortuna).

400 persone riunite, anche virtualmente, hanno già il significato e la consistenza di una piccola community.

Anche questo è un obiettivo carezzato fin dall'inizio, ma non troppo preso sul serio, un po' per understatement e un po' per scaramanzia.

Per me è la gratificante constatazione che, a differenza dei progetti realizzati in precedenza, e fortemente influenzati dalla governance della committenza (con risultati che non mi hanno esaltato più che tanto), avendo sostanzialmente mano libera ed il costante supporto di Luisa nello sviluppo, l'idea e la possibilità di fare qualcosa di più e di diverso rispetto al panorama della categoria raccoglie un largo consenso.

Anche se i tempi sono cambiati, il fatto che 400 persone abbiano sopportato lo sbattimento di registrarsi per acquistare, e fin qui niente di strano, ma anche per partecipare alla community, che è già tutt'altro livello relazionale, è una cosa per nulla scontata, e la soddisfazione sta nel vedere che le  registrazioni proseguono a ritmo costante.

400 è, più o meno, anche il supporto (termine di analisi tecnica già introdotto al passaggio dei 300) di visite giornaliere, ovvero il numero al di sotto del quale non si scende più neanche nelle giornate meno affollate.

La piccola community sta confermando, proprio in questi giorni, la sua consistenza ed identità con lo sforzo collettivo -termine brillante coniato da Typesetter-  teso alla preparazione dei campioni e delle loro foto per integrare la raccolta di schemi iniziata da Nebbiafitta, Punti per Spunti.

La vostra voglia di partecipare e di condividere lavori, esperienze e conoscenze, specie in questi tempi grami di pulsioni autoreferenziali e solipsistiche, è un bel segno, conferma la riuscita del nostro sforzo di ricreare, anche sul web, uno spazio di aggregazione rappresentativo dell'attività del negozio offline, che, come ovvio, vende, ma, con l'occasione, riunisce.

Anche se su questo tram sono solo il tranviere, è bello sentirsi così in compagnia -è comunque meglio che stare in 400 su un tram, anche jumbo, visto che il numero elevato di persone, in questo caso, non ha controindicazioni-.

E poi, e di questo il tranviere gioisce particolarmente, su questo tram non ci sono cartelli del genere "vietato parlare al manovratore", tant'è che mi sento, al di là del fatto professionale, coinvolto nella community come mai mi è capitato in precedenza.

A tout à l’heure...


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Commenti (3)
1. 28-02-2009 18:09
il tranviere
*pulsioni autoreferenziali e solipsistiche* 
Ammazzalo, come parli difficile! ecché vor dì? 
A parte questo,  
OK tranviere, grazie per la BUONA guida e... FACCE SOGNA'
Registrato
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2. 28-02-2009 18:10
dal tranviere al passeggero
oh, naturalmente: massimo rispetto per i tranvieri, dei quali non si può fare meno... 
tranviere, poi, è un lavoro e non un'etichetta mentale/culturale. 
e infatti, ho scritto solipsismi e non "farsi una padellata di c...i propri alla faccia altrui" che forse renderebbe l'idea in modo più immediato. 
io, però, odio il lessico sgarrupato in stile tv, e, anche se faccio il tranviere, cercare la proprietà di linguaggio è la mia personale rivolta contro la corruzione del linguaggio e, di conseguenza, dei rapporti interpersonali, almeno in forma scritta (non parlo come un libro stampato, peraltro). 
ma io tengo i comandi del tram, non posso "farve sognà" più che tanto, siete voi che create il sogno: il meglio di questo sito è che, nella sostanza, ve lo fate voi con i vostri contributi e contenuti, determinando la qualità e la quantità degli stessi. 
un tram vuoto può anche restare fermo al capolinea: sono i passeggeri che danno senso al viaggio, e qui si viaggia in un bel gruppo, appunto. 
dove non è vietato parlare al manovratore (a tutto vantaggio del medesimo).
Registrato
admin
3. 22-02-2008 19:14
dal tranviere al passeggero
Monelia, chredo che *pulsioni autoreferenziali e solipsistiche* stia per "sterili per quanto piacevoli peratiche onanistiche".
Registrato
alicetwain
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